Naso pedagogico

Me ne stavo dimenticando, ma questo intervento me l’ha fatto ricordare.
Antefatto: da un paio di settimane Tommy passa notti agitate, si sveglia, piange, fa incubi. Cose dell’et, probabilmente, che mamma e io seguiamo con attenzione, quella che si deve al primogenito che fa da “apripista” alle nuove esperienze della crescita.

Sta di fatto che l’altra notte si sveglia, mi chiama e dice: “Pap, ho fatto un sogno davvero brutto e ho paura, posso venire sul lettone”.
Era un po’ di tempo che non lo faceva. Vabb, gli ho dato l’ok, e lui andato sul lettone, chiedendo addirittura permesso alla mamma.

Cado nella consueta mia catalessi. Come molti adulti russo (alla grande), e a un certo punto mi sveglio e sento mamma e Tommy che fanno questo dialogo.

T: “Mamma, quando finisce la notte?”
M: “Perch me lo chiedi?”
T: “Non riesco a dormire, ho sentito un rumore tremendo…”
Indovinate a cosa si riferiva.
M: “Va’ a dormire nel tuo letto, v…”
T: “Va bene”
E tranquillo se n’ tornato in cameretta.

[neanche l’avessi fatto apposta!]

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5 Comments

  1. Mio marito e io ci siamo guardati nel mezzo della notte sopra il mucchietto russante di coperte e figlia e non sapevamo se scappare nel suo lettino o scoppiare a ridere…:-D

  2. Ma questo blog stupendo!
    Uffa, mi state facendo venire una prematura voglia di maternit!
    :)Io ho un fratello che ora ha 12 anni, ma dato che io ne ho 10 pi di lui, di sue frasi “storiche” dette da piccolino me ne ricordo tante su cui ancora tutta la famiglia si ammazza dalle risate…Qualche volta ve ne mando una! (Stile “Lotta,mi venuta una pallida idea”)
    Complimeti ancora per l’idea, il blog spettacolare!Lotta

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