Palle

Tommaso è iscritto a una squadra di calcio. Niente di agonistico: tanti ragazzini che si divertono a correre dietro a un pallone. Con il “maestro” (lo chiamano così) che li entusiasma e che punta a farli divertire.
Domenica scorsa siamo andati a una ”festa del calcio” a Marcon (VE), c’erano altre quattro società. Lo stile era un po’ diverso: allenatori che vengono chiamati “mister” e gridano di “tenere la posizione”, i soliti genitori frustrati sulle tribune che gridano ai bimbi “SALI!”. Ma cosa capisce un bimbo di 6 anni quando gli dici “sali”? Prende le scale? L’ascensore? Si levita a mo’ di Buddha?
Un bimbo di una di queste squadre è un piccolo mostro (di bravura): prende il pallone, salta quattro bimbi della squadra di Tommy e tira ‘na bomba che il portiere non vede. Poi esulta neanche fosse Totti, quasi prende per i fondelli gli altri. I genitori esultano come ossessi…
Tommy e compagnia corrono come matti, ma figurati se riescono a tirare. Io e un paio di papà guardiamo il “maestro”, che ci dice: “Il nostro è uno stile diverso”. E migliore, aggiuno io…
Tommy è un po’ deluso: “Non abbiamo mai segnato!”. Il maestro lo rincuora: “Ci alleneremo ancora, tutti insieme!”. E sul volto di mio figlio torna il sorriso.
Si dice che il calcio sia in crisi. Lo spero vivamente, e sempre di più…

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